Plasmare un mondo tridimensionale

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Anni fa, direi circa dieci, avevo tentato di avvicinarmi all’ambiente della grafica 3D per scoprire qualcosa di nuovo. Riuscii a fare qualche piccola creazione, ma nulla che mi entusiasmo più di tanto.

I risultati mi piacevano, ma probabilmente ritenni che i procedimenti fossero troppo difficili e per qualche motivo abbandonai questa strada.

Gestire un ambiente in tre dimensioni richiede uno sforzo maggiore rispetto a un ambiente in due dimensioni: basta semplicemente considerare che mentre si osserva il lavoro (creato o in fase di creazione), nel caso delle tre dimensioni bisogna “girarci attorno” per valutarlo completamente, ma ciò non è necessario con un’immagine bidimensionale.

Non ho mai potuto fare a meno di notare che solo su YouTube sono presenti centinaia di tutorial per creare le cose più disparate su Blender, e allora un paio di settimane fa mi sono deciso a iniziare a seguire qualche guida.

Blender è un software open source e gratuito (e questo fatto lo rende fantastico) con il quale si possono creare delle scene 3D, modellare forme semplici e complesse, gestire texture e materiali ecc…
Tra le funzioni che mi piacciono di più ci sono la gestione della fisica (vestiti, fluidi, corpi rigidi e altro) e delle particelle.

Per iniziare ho seguito un corso di Blender Guru su YouTube creato apposta per chi è alle prime armi con questo software. Lo consiglio a chiunque voglia approcciarsi a questo mondo.

Non c’è da spaventarsi se all’inizio l’interfaccia di Blender risulta troppo complessa, durante il corso tutto sarà spiegato per filo e per segno in modo che alla fine vi sembrerà tutto più familiare.

Se dopo il corso volete aumentare le vostre conoscenze di Blender vi consiglio due canali su cui seguire tanti tutorial: Blender Guru e CGGeek. Comunque ce ne sono tantissimi altri.

Altre scene che ho creato le trovate sul mio profilo Instagram.

Con mia grande sorpresa ed entusiasmo ho scoperto che Blender possiede anche un algoritmo di machine learning per calcolare i movimenti della telecamera in un video al fine di creare filmati con effetti speciali e realtà aumentata. Non è neanche troppo difficile farlo, nel video seguente viene spiegato come.

Ho fatto un test e ho estrapolato qualche considerazione: effettuare il tracking della telecamera non è difficile, basta tracciare bene i punti di riferimento (trackers) per il software; molto più complesso è riprodurre le luci e i colori dell’ambiente reale su quello virtuale. Ecco il mio risultato:

Blender 2.8, l’attuale versione, ha un motore di rendering real-time e un’altro specializzato nel generare immagini fotorealistiche, quindi si può scegliere se dare priorità ai tempi di rendering o alla qualità del risultato. Anche per questo, come prima, ci sono decine di tutorial.

Per quanto mi riguarda mi diverte molto lavorare con Blender e continuerò a usarlo cercando man mano di migliorare.

Come conclusione inserisco l’ultimo Blender Open Movie, che ovviamente è realizzato utilizzando solo Blender. Meraviglioso, vero?